lunedì 15 settembre 2014

recensioni in 4 parole [21]

"Un non consolatorio futuro."
Incomprensibile metafumetto: pastrocchio postmoderno.
Spettacolare e magistrale adattamento.
Leo Roa Vol. 1
Rocambolesche, roboanti scorribande spaziali.
*********

Abbiamo detto 4 parole su: 
Dylan Dog: Cronache dal pianeta dei morti 
Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Carmine Di Giandomenico, Paolo Martinello, Daniela Vetro 
Copertina: Paolo Martinello
Editore: Bao Publishing
Formato: cartonato, 192 pagine, bianco e nero + colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.
 

Multiversity N. 1 (in Inglese) 
di Grant Morrison (testi), Ivan Reis (disegni), Joe Prado (chine)
Editore: DC Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: $ 4.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese) 

Neil Gaiman - The Graveyard Book Graphic Novel: Volume 1 (in Inglese)
Adattamento a fumetti di P. Craig Russell
Disegni: Kevin Nowlan, P. Craig Russell, Tony Harris, Scott Hampton, Galen Showman, Jill Thompson, Stephen B. Scott
Copertina: P. Craig Russell
Editore: Harper Collins
Formato: cartonato, 192 pagine, colore
Prezzo: $ 19.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)

Storia, disegni e copertina: Juan Gimenez
Editore: Editoriale Cosmo
Formato: brossurato, 60 pagine, colore
Prezzo: €4,20
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.
 

lunedì 1 settembre 2014

Neil Gaiman, Alan Moore e... gli Scorpio Boys

Il 24 Agosto scorso, su Twitter, Neil Gaiman ha risposto alla domanda "Ti piace Alan Moore?" posta da un fan. La replica dell'acclamato scrittore di American Gods e creatore di Sandmam è stata: "Assolutamente sì. È saggio, divertente, appassionato e unico."

Non è certo una sorpresa visto che da sempre Gaiman ha dichiarato che Moore è stato fondamentale agli inizi della sua carriera nel mondo dei comics e che tra i due esiste un saldo rapporto di amicizia e stima.

Sempre in tema, nel seguito potete leggere la traduzione della poesia che Gaiman dedicò a Moore in occasione del cinquantesimo compleanno del Bardo di Northampton, contenuta nel volume del 2003 Alan Moore: Ritratto di uno Straordinario Gentleman che ideai e curai insieme a Gary Spencer Millidge e Omar Martini. Qualche giorno fa, con il permesso dell'autore, ho postato il testo originale su Alan Moore World blog sul quale, tra le altre cose, è in corso di pubblicazione l'intero Alan Moore: Portrait (esaurito da tempo sia nell'edizione inglese che in quella italiana). Buona lettura!
GLI SCORPIO BOYS NELLA CITTÀ DI LUX CANTANO LE LORO STRANE CANZONI
per Alan Moore
© Neil Gaiman 

Gli Scorpio Boys nella città di Lux cantano le loro strane canzoni
ti imbrattano i finestrini della macchina con pezze scadenti e ti pisciano sulla
soglia di casa.
Porta fortuna vederli. Se li vedi, oggi non morirai.

C’è un vecchio. È tutto ciò che si frappone tra noi e la Fine del Mondo.
La Fine del Mondo bussa alla sua porta una o due volte alla settimana,
prendono un tè coi pasticcini, in inverno frittelle, e chiacchierano, combattendo
una battaglia d’intelletti.
Per ora il vecchio sta vincendo e il mondo finisce solo di tanto in tanto.
Noi non ricordiamo la sua fine. La volta scorsa non c’eravamo ancora.

Oh, ti guardano fisso, gli Scorpio Boys. Naturalmente è già un atto di magia
soltanto credere in loro. Se li vedrai sarai fortunato. Fortunato davvero.

Picchiato e creduto morto dagli Uomini di Piltdown
che cantando “noi siam noi siam gli Uomini di Piltdown, noi siam noi siam…”
procedono barcollando per le vie delle città del crepuscolo,
rompendo bottiglie e vomitando nei tombini,
qualcuno ti trova, ti tira su e ti accompagna a casa.
Magari era uno di noi. Non lo saprai mai.

Una sigaretta traccia una forma nell’aria,
qualcosa fatto di luce e fumo, così sai che è magia.
Qualcuno dice che porta fortuna: chissà cosa accadrà?
Cose ancor più strane accadono nelle città. Persino in quelle piccole.

Prendi Lux, per esempio, una città che neppure esiste.
Come tutte le città è una descrizione magica,
un modo di far accadere cose impossibili a distanza,

come un poema o un sussurro o una boccetta piena d’inchiostro:
puoi stare a guardarla, oppure intingervi la penna.
In entrambi i casi ti porterà in luoghi invisibili,
e aprirà nel tuo cuore una porta verso noi,
gentili dal naso deciso, trasandati, con macchie di china e bruciature di cenere
sui vestiti.

Quando saremo abbastanza, diverremo una città.

Lo faremo perché ci crediamo. Perché le storie devono essere raccontate.
E vengono a noi per avere un volto.

© Neil Gaiman

Riguardo l'autore materiale della traduzione, la memoria a distanza di oltre 10 anni mi ha giocato un brutto scherzo. Pensavo infatti che fosse opera di Omar Martini che invece, contattato, ha prontamente smentito con "Io? No. Dovresti averla tradotta tu... credo." In mancanza di certezze colgo quindi l'occasione di citare e ringraziare ancora tutti i traduttori del volume, oltre a me e Omar: Giuliano Cremaschi, Michele Fioraso, Paolo Livorati, Antonio Pala, Silvio Schirru, Daniele Tomasi.

See you later, alligators!

giovedì 28 agosto 2014

[SPOT 03] Fish di Bianca Bagnarelli

Nobrow è una casa editrice inglese di fumetti che in questi anni si è rapidamente imposta con una proposta innovativa, sia nei contenuti che nella forma, e un'attenzione maniacale per il design e il colore dei propri volumi. Tra i tanti autori scoperti e pubblicati da Nobrow citiamo quale esempio l'ottimo Luke Pearson, creatore dell'acclamata serie Hilda, noto anche in Italia per l'edizione Bao.

Di recente l'editore britannico ha lanciato il progetto 17x23 descritto come "una nuova linea di graphic-novel brevi ideata per aiutare giovani autori di talento a raccontare le loro storie in un formato maneggevole ed economico.
La speranza è che, unitamente all'incoraggiare gli artisti a scrivere storie auto-conclusive, 17x23 possa agire da trampolino di lancio per progetti più ambiziosi."

E sulle pagine spillate di 17x23 scopriamo Fish di Bianca Bagnarelli che, se ce ne fosse motivo, conferma la giovane autrice italiana come uno di più fulgidi talenti del fumetto contemporaneo. In precedenza avevamo "omeopaticamente" accennato ai suoi lavori qui.

In ventiquattro intensissime pagine la Bagnarelli affronta temi complessi - come l'elaborazione del lutto, la prima adolescenza, la morte, la vita che prosegue - con uno storytelling posato e controllato, sostenuto da una originale tavolozza cromatica che attrae l'occhio e opera da perfetto contrappunto alla narrazione.

Per una recensione, in Inglese, più dettagliata (ma anche a rischio spoiler) vi rimando a Forbidden Planet blog, qui.

Il sito di Bianca Bagnarelli: qui, per un maggiore approfondimento e news sull'autrice.
di Bianca Bagnarelli
24 pagine a colori, 17x23, spillato con alette, £6.50 / €9.20 / $11

mercoledì 20 agosto 2014

Frank Miller su Playboy

Qualche giorno fa è apparsa online - sul sito di Playboy - un'intervista in 20 domande a FRANK MILLER, autore che di certo non ha bisogno di alcuna presentazione.
Seguendo il consiglio datomi qualche tempo fa da un autorevole "excutive producer" di un noto sito dedicato ai comics ("You're free to translate portions of the interview, but no more than 40% of the interview is generally considered under the Fair Use Doctrine.") mi sono permesso di selezionare e tradurre cinque domande, e relative risposte, dell'interessante chiacchierata con l'autore de Il ritorno del Cavaliere Oscuro, 300 e Sin City.

L'intervista completa può essere letta qui. Buona lettura! ;)
PLAYBOY: Jessica Alba, che interpreta il ruolo della spogliarellista Nancy Callahan nei film di Sin City, recentemente ha detto: “Il sesso è sicuramente l'elemento che aiuta a vendere il film e, personalmente, mi va benissimo." Che ruolo ha il sesso in Una donna per cui uccidere?
MILLER: [Ride] È proprio una affermazione da Jessica. La storia principale è quella di un uomo la cui ossessione di una vita per una donna lo porta a fare cose orribili. È una trovata nuova per me. In genere l'impulso romantico conduceva i miei personaggi a essere più nobili. Ci sono due impulsi primari nella vita delle persone: il sesso e la violenza. È come in quella meravigliosa citazione di Hitchcock, quella in cui dice che il melodramma è come la realtà ma con tutte le parti noiose eliminate. Non è possibile raccontare una buona storia senza un conflitto e le migliori forme di conflitto sono il sesso e la violenza. Non chiedo certo scusa per le cose che faccio. È pieno di violenza e sesso anche nell'opera lirica e nella poesia epica.

PLAYBOY: Quando, a metà degli anni '80, hai iniziato a lavorare su Batman con il Cavaliere Oscuro lo hai reinventato come un vecchio e acido cinquantacinquenne, un cambiamento che tuttora influenza le sue versioni proposte da Hollywood. All'inizio pensavi che Batman fosse per te un personaggio troppo importante da gestire. Che cosa ti fece cambiare idea?
MILLER: Iniziò tutto con pensiero: "O mio dio, sto per compiere 30 anni e Batman ne ha ancora 29. Non è tollerabile. Lui deve essere più vecchio di me."
Per cui iniziai a pensare di renderlo vecchio tanto quanto la sua leggenda e l'idea del suo ritorno dopo un periodo di ritiro dalle scene è venuta di conseguenza. 

PLAYBOY: Hai descritto Sacro Terrore come un opera di “propaganda” secondo la tradizione di Thomas Paine e avevi predetto che avrebbe "offeso praticamente chiunque." Offendere la gente è mai stato uno degli obiettivi della tua carriera?
MILLER: Ci sono stati dei periodi in cui volevo dedicare la mia carriera a ferire oppure offendere la gente e altre volte in cui volevo essere d'ispirazione oppure raccontare una storia o disegnare uno specifico modello di automobile. Ricordo che quando sono arrivato alla Marvel e alla DC volevo dare uno scossone ai loro universi perché erano rimasti identici per così tanto tempo. Volevo essere un elefante in un negozio di cristalleria. E, ad un certo punto, durante gli anni '70, uscì Contratto con Dio di Will Eisner che mostrò come i fumetti potessero andare in libreria e avere la stessa vita di un libro e non svanire dopo una settimana dall'uscita.

PLAYBOY:  Il "marchio" d'essere un autore di fumetti è svanito?
MILLER: Spero di no. Spero che non lo perderemo mai. Mi è sempre piaciuto essere uno dei "ragazzi terribili". La gente preferisce parlare di fumetti usando la parola "graphic novel" oppure "storytelling sequenziale", un sacco di parole senza senso. "Graphic novel" sembra come se le cose che facciamo siano pornografia. Mi piace il termine "comic book" perché suona come qualcosa che puoi arrotolare e infilare nella tasca posteriore dei pantaloni. Mi piace la loro ingenuità. 
Uno dei motivi per cui apprezzo i film della Marvel è che sono divertenti. Molti dei film sui supereroi sono tronfi. Ad un certo punto, vedendo il film di Superman, tutto quello che potevo fare era una sua caricatura che diceva: "Salve, io posso volare e tu no." Al contrario Capitan America, Hulk e Iron Man sono uno squinternato gruppo di ragazzi, esattamente come i lettori. 
PLAYBOY: Molti lettori del Cavaliere Oscuro pensano che tu ami Batman e odi Superman. C'è qualcosa di vero?
MILLER: La serie del Cavaliere Oscuro è raccontata dal punto di vista di Batman. Ma se leggi il Dark Knight 2, ci troverai un Superman che è molto più calmo di quello della prima storia. Batman e Superman sono completamente opposti. Io amo Superman. Ma amo di più Batman? Non sono persone. Sono soltanto linee su un foglio di carta.

L'intervista completa può essere letta qui.

Le interviste precedenti:

sabato 16 agosto 2014

recensioni in 4 parole [20]

Supremi enigmi per Diana.
Here
Tutto in una stanza.
Il Principe di Persia
Persi nell'orrore vittoriano.
Oyster War
Pirati e l'Avventura!
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Abbiamo detto 4 parole su:
Supreme: Blue Rose N.1 (in Inglese)
di Warren Ellis (testi) e Tula Lotay (disegni)
Editore: Image Comics
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $2.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)
e QUI (intervista a W. Ellis, in Inglese)

Here (in Inglese)
di Richard McGuire
Disponibile online: qui.
Pubblicazione originale: Raw, Vol. 2, N. 1, 1989; 6 pagine, bianco e nero
Nuova edizione: Dicembre 2014, Pantheon Books (edizione espansa e a colori)
Per qualche parola in più: QUI e QUI (in Italiano) 
 
Il Principe di Persia
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Nicola Mari
Copertina: Aldo Di Gennaro
Editore: Sergio Bonelli Editore; Collana: Le Storie N.23
Formato: brossurato, 114 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,80
Anno di pubblicazione: 2013
Per qualche parola in più: QUI.


Oyster War (in Inglese)
di Ben Towle
Editore: webcomic
Inizio pubblicazione: 2010 
Per qualche parola in più: QUI.

giovedì 7 agosto 2014

opinioni sul fare fumetti... [7]

Illustrazione di Alex Toth.
Partiamo con questo casuale elenco agostano di "voci" dal Mondo del Fumetto, con un grande Maestro dei comics, dell'illustrazione e dell'animazione, un autore che ha lasciato un segno indelebile, non a caso spesso indicato dagli stessi autori e fumettisti come un riferimento e una guida ("artists' artist"): Alex Toth.
Sopra potete ammirare un suo mirabile Zorro (personaggio a cui Toth lavorò in una famosa sequenza di storie) con una preziosa annotazione che, perdendo un po' di forza rispetto alla versione originale, può essere resa in Italiano come segue: "Riduci tutto all'essenziale e tira fuori il massimo da quello che resta.
Un buon consiglio, che dite?
Copertina di Amazing Spiderman personalizzata da Frank Cho durante l'SDCC 2014.
Restando negli Usa, qualche giorno fa si è conclusa l'annuale edizione del San Diego Comic-Con  durante la quale sono stati assegnati i prestigiosi premi Eisner (vi rimando su Fumettologica per i dettagli sui vincitori: qui).
Il buon Frank Cho, acclamato autore attualmente in forza alla Marvel ma noto anche per la sua strip Liberty Meadows in un post datato 30 Luglio, con schiettezza e vis polemica, scriveva:
"Qualcuno mi ha chiesto se avessi intenzione di partecipare alla cerimonia degli Eisner. Mi sono messo a ridere. Gli Eisner sono una barzelletta e, al giorno d'oggi, del tutto irrilevanti. Quando un premio, per la maggior parte, snobba volontariamente le due principali case editrici, Marvel e DC, durante gli ultimi 15 e passa anni, è divertente e triste allo stesso tempo. È come se gli Oscar snobbassero volontariamente tutti i film prodotti dalle major per focalizzarsi e premiare solamente indecifrabili film d'autore o produzioni amatoriali. Il comitato che assegna gli Eisner è un fallimento e necessita d'essere completamente rivisto." [l'intero post può essere letto qui]

L'annosa questione dei premi di settore che, come sempre, non accontentano mai... nessuno!
Illustrazione di Sergio Toppi.
Ma alziamo il livello. Per fare questo, riporto un passaggio da un'intervista, datata 2006, all'immenso Sergio Toppi, in cui mi sono imbattuto girovagando nella Rete.
"Ci sono sempre dei margini e dei risultati che si vorrebbe superare; cercare di farlo comporta una forte dose di severità. Magari poi non si riesce comunque a ottenere quello che si vuole, però quello che importa - almeno per me - è che ci sia una certa tendenza all'autocritica. Che non diventi distruttiva, ovviamente! [...] Prima ancora del pubblico la persona del cui consenso ci preoccupiamo di più siamo noi stessi. Si sta male all'idea di aver fatto qualcosa che non convince per cui quando si butta via un lavoro che, per qualunque motivo, non funziona, misto al dispiacere per il lavoro sprecato c'è anche un senso di sollievo. Personalmente penso che vada fatto.

Buttare via ciò che non funziona?
Sì, sì. Senza pietà. Anche se è uno dei compiti più spiacevoli di questo lavoro.
"
[l'intera intervista può essere letta qui]

Ah... i grandi Maestri, immortali. (Anche se Toppi non voleva che lo si chiamasse Maestro.)
La birra King Kirby!
E chiudiamo ricordando un altro Grande: Jack Kirby.
In occasione della ricorrenza del suo compleanno, il 28 Agosto prossimo, è stata creata una birra a lui dedicata: i proventi verranno devoluti alla Hero Initiative, "istituzione" che fornisce assistenza economica ad autori in difficoltà. 

E visto il caldo, leviamo tutti insieme il bicchiere al cielo e... lunga vita al Re!
[Per maggiori informazioni sull'iniziativa: qui e qui, in Inglese]

martedì 29 luglio 2014

recensioni in 4 parole [19]

Grande fantascienza dal passato.
Mondi lontanissimi. Ricordi ancestrali.
Pop cosmico. Col cuore.
L'intrigo nei dialoghi.
*********

Abbiamo detto 4 parole su:
Hammer N.1
di AAVV
Editore: Mondadori Comics
Formato: brossura, 132 pagine, b/n
Prezzo: € 4,50
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI e QUI

The sea (in Inglese)
di Bianca Bagnarelli
Pubblicato su Cicada Magazine.
Disponibile online: qui
Anno di pubblicazione: 2014 

Silver Surfer N.1 (in Inglese)
di Dan Slott (testi) e Mike Allred (disegni)
Editore: Marvel Comics
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $3.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)
 
Rusty Dogs: Ora dimmelo
di Emiliano Longobardi (testi) e Raul Cestaro (disegni)
Editore: webcomic
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

venerdì 18 luglio 2014

opinioni sul fare fumetti... [6]

Dettaglio da una vignetta di Journey Into Mystery N. 88 (1963, Marvel Comics)
Nel seguito un fumoso zibaldone di appunti, come da tradizione, raccolti nei giorni e nelle settimane scorse.

E partiamo col veterano Howard Chaykin, fenomenale autore americano al momento impegnato ai disegni della serie Image Satellite Sam (su testi di Matt Fraction) e come autore completo sulla nuova miniserie The Shadow: Midnight in Moscow per la Dynamite. Proprio parlando dell’Uomo Ombra il buon Howard ha risposto così all’intervistatore che gli chiedeva quale critica o suggerimento lo scrittore-Chaykin avrebbe dato al disegnatore-Chaykin?
"Ho già dichiarato in altre occasioni che il disegnatore contribuisce con più del 50% alla scrittura di un fumetto, un fatto di cui la maggior parte degli appassionati rimane completamente all’oscuro e la maggior parte degli sceneggiatori non vogliono che gli appassionati lo sappiano perché questo comprometterebbe la loro inspiegabile posizione dominante nella scena fumettistica attuale.
Detto questo, nel momento stesso in cui lo scrittore-Chaykin dicesse all’illustratore-Chaykin come fare il suo lavoro, mi manderei a fanculo immediatamente.” [L'intervista completa: qui]
Copertina a firma Chaykin per The Shadow: Midnight in Moscow N. 5.
Da un americano ad un altro. Segnalo un interessante articolo, datato Gennaio, su Stan Lee e la sua "eredità", rilanciato qualche giorno fa da Business Insider.
"Nel bene e nel male, il più grande talento di Stan Lee non è mai stato quello di scrivere fumetti o quello di editor. È stato la capacità di marketing e promozione. [...]
Lee ha dato un contributo determinante nel dar forma al fumetto di supereroi e così facendo alla cultura pop per come la conosciamo oggi. Potrò essere un sostenitore di Kirby - io sono dalla parte di Kirby, se mi dovessi schierare per combattere quel tipo di battaglia - ma minimizzare i contributi di Lee al medium Fumetto non sarebbe la soluzione. 
Non sarebbe male guardare all'intera questione con un occhio leggermente più critico" [L'articolo completo: qui]

Da parte mia, tra il Sorridente e il Re, non ho dubbi: Lunga vita al Re!
Stan Lee in una foto dei primi anni '70.
Ritornando in Italia, segnalo un'interessante riflessione di Otto Gabos, apparsa sul suo profilo Facebook il 3 Luglio scorso e che riporto nel seguito con la sua autorizzazione:
"La prima persona che mi ha parlato della crisi dell'editoria è stato Vincenzo Sparagna. Era circa la seconda metà di giugno nel 1985 e stavo seduto di fronte a lui nel suo ufficio a Monteverde, sede della casa editrice Primo Carnera, Frigidaire in pratica. Sulla scrivania c'era il mio primo contratto ed è partita la giaculatoria. Non si vende, la gente non legge, non è più come una volta, il pubblico ha altre distrazioni e interessi, non si scrivono più bei fumetti, voi autori ecc. Da allora ho pubblicato, tanto, sono del resto passati quasi 30 anni. Sempre di crisi, sempre do prossima morte dell'editoria, specie quella a fumetti. Non ho mai vissuto l'Eldorado e quando ho cominciato a frequentare la hall dell'Hotel Napoleon a Lucca il bello era già passato. Eppure siamo andati avanti, ci siamo ancora e i dati raccontano che il settore fumetto in libreria è uno dei pochi a reggere se non addirittura a crescere. La crisi fa parte del nostro modo di essere. L'emergenza totale e perenne. La condanna per noi autori è una sola, di quelle pesanti e ineluttabili: fare bei libri.

Il resto spetta alla filiera editoriale, fino ad arrivare al lettore affezionato, distratto, in fuga, ex lettore, non lettore. Siateci sempre."

Meditate gente, meditate."Fare bei libri."
Una evocativa illustrazione di Otto Gabos, dal suo blog.
E... parlando di filiera editoriale e di nuove modalità di interazione tra autore e i lettori in tempi di social e crowdfunding vari, non posso non segnalare il successo della recente iniziativa lanciata da Ratigher che ha proposto l'acquisto diretto del suo nuovo fumetto per un  periodo limitato di tempo, con la modalità "o lo compri ora (ossia prima) o mai più". Ebbene il volume Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra. è stato venduto in pre-ordine dal 2 giugno al 30 giugno in ben... 1100 copie! I dettagli li trovate sul sito (qui) ed è inutile che vi dica che aspetto Settembre per godermi la lettura! Il risultato raggiunto dall'iniziativa di Ratigher è un interessante segnale (anche) per il Fumetto circa le potenzialità offerte dalle "nuove vie" di produzione offerte dal Web che, forse paradossalmente (ma neppure tanto), richiamano alla memoria l'etica DYI nata negli anni '70 nell'alveo della cultura punk.

Così come interessanti (e appassionate), anche se a volte alcune possono sembrare un poco "saputelle", sono le varie riflessioni ospitate sul blog I tipi di BAO, del noto editore dal logo che abbaia. Anche qui, da leggere e... meditare!
Prima o mai!!!
Sempre restando in Italia, è stato divulgato il poster della prossima Lucca Comics & Games opera dell'ottimo Gabriele Dell'Otto ma la vera notiziona è l'annunciata presenza alla manifestazione toscana di un autentico guru del Fumetto mondiale: Robert Crumb!!!
Il poster firmato Gabriele Dell'Otto per Lucca 2014!
E allora tutti pronti per prendere d'assalto le mura lucchesi e incontrare il Maestro dell'Underground???

Pensi che la tua arte sia il risultato di una certa convinzione morale?
Robert Crumb: Naa! E’ il risultato di un insopprimibile bisogno di compensare il rifiuto sociale. Quando ero adolescente andavo in giro con la mia amarezza, pensando che un giorno tutti si sarebbero dispiaciuti. Gliel’avrei fatta vedere io! Sarei diventato un grande artista, sarei entrato nella storia, mentre tutti quei vagabondi sarebbero morti come cani. Sarebbero stati tristi. Sarei arrivato in città con una splendida bionda al mio fianco e un sacco di grana. Era il mio modo di vendicarmi della società senza diventare un criminale.
[Estratto da una lunga intervista apparsa su Conversazioni sul Fumetto]
Mastro Crumb e il terzo occhio.
Magari ci si vede a Lucca. Forse...