lunedì 29 settembre 2014

recensioni in 4 parole [22]

Cinque: il numero perfetto.
Parodia in grande spolvero.
Annihilator N.1
Buchi neri, vita, morte.
Underwhelming Lovecraft
Rileggere Lovecraft con ironia.
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Nicola Mari
Copertina: Angelo Stano
Colori: Lorenzo De Felici
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 94 pagine (su 112), colore
Prezzo: € 3,20
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

Sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Fabio Celoni
Copertina: Mirka Andolfo (supervisione di Fabio Celoni)
Copertina: Paolo Mottura (concept, disegno e colore)
Editore: Panini Comics
Formato: brossurato, 36 pagine (su 160), colore
Prezzo: € 2,50
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (Dr. Enna e di Mr. Celoni intervista)

Annihilator N.1
di Grant Morrison (testi) e Frazer Irving (disegni)
Editore: Legendary Entertainment
Formato: spillato, colore
Prezzo: $ 3.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese) 

Underwhelming Lovecraft
di Patrick Dean
Formato: webcomics
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)

mercoledì 24 settembre 2014

opinioni sul fare fumetti... [8]

In apertura di post, un'immagine tratta da un corso tenuto dal disegnatore americano Tom Scioli, noto per il suo stile fortemente Kirbiano e per la collaborazione con Joe Casey sulla serie Image Gødland.
L'immagine presenta un quadrato vuoto, il testo recita: "La vignetta. La tua migliore amica. La tua peggior nemica."
Copertina di Adam Wild N.1 (SBE), la nuova creazione di Gianfranco Manfredi.
Restando nell'ambito degli elementi fondamentali della "grammatica" del Fumetto e nello specifico dell'approccio Bonelli, il veterano Gianfranco Manfredi, tra gli sceneggiatori più noti e apprezzati dell'editore milanese, dichiarava in una recente intervista ricca di spunti: "L’impostazione tradizionale [della "gabbia" bonelliana, N.d.T] è a tre strisce, per un totale di vignette per pagina di cinque in media. Si evitano in genere sconfinamenti dal riquadro della vignetta. Si tendono ad evitare vignette non riquadrate. Si privilegia un ordine di lettura da sinistra a destra (anche dei balloon) in modo da favorire una lettura scorrevole. Alcuni autori ritengono questa impostazione un po’ troppo rigida, io la trovo molto funzionale e comoda, perché ha il pregio di far sparire la gabbia: una gabbia cui si è abituati, non è più una gabbia, mentre una gabbia in cui il lettore è costretto ad orientarsi, risulta indubbiamente più greve. La gabbia tradizionale inoltre, pur essendo stata in passato criticata perché presunta “conservatrice” è stata invece sempre più adottata con le graphic novel contemporanee, dunque anche se tradizionale era anticipatrice. Il motivo è semplice: un fumetto “narrativo” lo si legge più scorrevolmente se non si è costretti a domandarsi in corso di lettura, quale vignetta bisogna leggere prima e quale dopo;" [l'intervista completa: qui]
Copertina di Angelo Stano per il numero 337 di Dylan Dog.
E sempre in tema Bonelli, la parola a Roberto Recchioni, responsabile - nelle vesti di curatore e autore - del rilancio di Dylan Dog che entrerà nella fase "calda" col N. 337, in uscita nei prossimi giorni, con un numero "speciale" scritto dallo sceneggiatore romano e illustrato da Nicola Mari per i colori di Lorenzo De Felici. Su Vanity Fair alla domanda "Non le sono mai tremate le gambe nel prendere in mano un mito per cambiarlo?" Recchioni rispondeva: "La ragione per la quale sono stato scelto io è che sono un "irresponsabile arrogante". La cautela porta Dylan Dog a morire. Da troppi anni viene gestito in maniera cauta. Ci voleva qualcuno che si caricasse il rischio sulle spalle. Certo che sono spaventato, ma non è quel tipo di paura che ferma e impedisce di fare le cose." [l'intervista completa: qui]
Grant Morrison.
Intanto nel mondo dei comic, in una recente intervista Grant Morrison rivelava d'aver ricevuto, anche in anni recenti, dei rifiuti ad alcune sue proposte per nuove serie a fumetti. L'intervistatore replicava: "Dal punto di vista del lettore è naturalmente una cosa interessante perché spesso si sente dire 'Beh, Grant riesce a fare tutto quello che vuole perché è Grant.' Per cui l'idea che tu riceva un rifiuto sembra strana." Morrison rispondeva così: "Sai che cosa significa davvero 'Perché lui è Grant'? Significa che sono il terzo autore di comics più venduto  del mondo. Questo è un fatto oggettivo: c'è prima Stan Lee, poi c'è Alan Moore e poi ci sono io. Ecco perché pubblicano la mia roba! [risate] Perché è roba di successo e se pensi agli altri due autori: Stan è molto anziano oramai e non sta producendo granché; Alan Moore ha in pratica abbandonato il mainstream. Per cui sono rimasto solo io a fare i supereroi e a pensare alle loro storie in un certo modo. Ed ecco cosa vuol dire quando la gente dice 'Oh, Grant riesce ha fare quello che vuole' è perché la mia roba vende davvero come il pane." [l'intervista completa: qui]
Alison Bechdel. Immagine da Out Magazine.
La fumettista Alison Bechdel (i cui libri in Italia sono editi da Rizzoli) è stata insignita del prestigioso MacArthur Genius Grant, un assegno di 650 mila dollari a fondo perduto a sostegno, sostanzialmente, della sua persona, della sua vita e creatività. Inutile dire quale sia stato, nel ricevere una simile buona notizia, lo shock e l'emozione della Benchel i cui fumetti trattano spesso vicende autobiografiche ed episodi legati al mondo omosessuale, temi complessi e a volte dolenti ma capaci di arrivare al lettore con la forza di temi universali.
In un video disponibile su YouTube dichiarava: "Nei miei fumetti tutti i personaggi, anche se molto diversi tra loro, non solo altro che una versione, neppure troppo nascosta, di me stessa. [...] La gente mi chiede spesso se venga prima la scrittura o i disegni nella realizzazione delle mie storie e la risposta è che faccio le due cose insieme: scrivo al computer usando un programma di disegno, metto vignette e balloon nella tavola, prendo immagini e foto da Internet e le inserisco nella pagina come se fossero degli sketch e poi le uso come riferimento per i disegni veri e propri. [...] Ricevere la telefonata dalla MacArthur è stato come se qualcuno mi avesse colpita... credo d'essere rimasta in uno stato di shock... ricevere un simile riconoscimento sta già avendo un effetto sulla mia vita nel senso che devo fare qualcosa che dimostri che lo merito... ricevere tutta questa fiducia per il mio lavoro è un dono grandissimo... lavorerò davvero molto duramente per essere all'altezza di simili aspettative." [il video: qui]
E per chiudere restando negli States - ma con "un piede" in Italia visto che il Maestro dell'Underground sarà ospite dell'imminente Lucca Comics - ecco (sopra) una illustrazione del grande Robert Crumb con qualche consiglio per tutti quelli che fanno fumetti.

Il testo recita (liberamente tradotto e adattato):
Parlando con me stesso:
DIVENTA UN DISEGNATORE MIGLIORE

<<È una vera faticaccia!>>

Vorresti saper disegnare meglio?
Allora datti da fare!!

Le 7 regole del Bravo Disegnatore:
1. Concentrazione
2. Studio
3. Costanza
4. Spirito d'osservazione
5. Pazienza
6. Integrità
7. Disponibilità al lavoro

-> Desiderarlo non lo renderà reale!

lunedì 15 settembre 2014

recensioni in 4 parole [21]

"Un non consolatorio futuro."
Incomprensibile metafumetto: pastrocchio postmoderno.
Spettacolare e magistrale adattamento.
Leo Roa Vol. 1
Rocambolesche, roboanti scorribande spaziali.
*********

Abbiamo detto 4 parole su: 
Dylan Dog: Cronache dal pianeta dei morti 
Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Carmine Di Giandomenico, Paolo Martinello, Daniela Vetro 
Copertina: Paolo Martinello
Editore: Bao Publishing
Formato: cartonato, 192 pagine, bianco e nero + colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.
 

Multiversity N. 1 (in Inglese) 
di Grant Morrison (testi), Ivan Reis (disegni), Joe Prado (chine)
Editore: DC Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: $ 4.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese) 

Neil Gaiman - The Graveyard Book Graphic Novel: Volume 1 (in Inglese)
Adattamento a fumetti di P. Craig Russell
Disegni: Kevin Nowlan, P. Craig Russell, Tony Harris, Scott Hampton, Galen Showman, Jill Thompson, Stephen B. Scott
Copertina: P. Craig Russell
Editore: Harper Collins
Formato: cartonato, 192 pagine, colore
Prezzo: $ 19.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)

Storia, disegni e copertina: Juan Gimenez
Editore: Editoriale Cosmo
Formato: brossurato, 60 pagine, colore
Prezzo: €4,20
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.
 

lunedì 1 settembre 2014

Neil Gaiman, Alan Moore e... gli Scorpio Boys

Il 24 Agosto scorso, su Twitter, Neil Gaiman ha risposto alla domanda "Ti piace Alan Moore?" posta da un fan. La replica dell'acclamato scrittore di American Gods e creatore di Sandmam è stata: "Assolutamente sì. È saggio, divertente, appassionato e unico."

Non è certo una sorpresa visto che da sempre Gaiman ha dichiarato che Moore è stato fondamentale agli inizi della sua carriera nel mondo dei comics e che tra i due esiste un saldo rapporto di amicizia e stima.

Sempre in tema, nel seguito potete leggere la traduzione della poesia che Gaiman dedicò a Moore in occasione del cinquantesimo compleanno del Bardo di Northampton, contenuta nel volume del 2003 Alan Moore: Ritratto di uno Straordinario Gentleman che ideai e curai insieme a Gary Spencer Millidge e Omar Martini. Qualche giorno fa, con il permesso dell'autore, ho postato il testo originale su Alan Moore World blog sul quale, tra le altre cose, è in corso di pubblicazione l'intero Alan Moore: Portrait (esaurito da tempo sia nell'edizione inglese che in quella italiana). Buona lettura!
GLI SCORPIO BOYS NELLA CITTÀ DI LUX CANTANO LE LORO STRANE CANZONI
per Alan Moore
© Neil Gaiman 

Gli Scorpio Boys nella città di Lux cantano le loro strane canzoni
ti imbrattano i finestrini della macchina con pezze scadenti e ti pisciano sulla
soglia di casa.
Porta fortuna vederli. Se li vedi, oggi non morirai.

C’è un vecchio. È tutto ciò che si frappone tra noi e la Fine del Mondo.
La Fine del Mondo bussa alla sua porta una o due volte alla settimana,
prendono un tè coi pasticcini, in inverno frittelle, e chiacchierano, combattendo
una battaglia d’intelletti.
Per ora il vecchio sta vincendo e il mondo finisce solo di tanto in tanto.
Noi non ricordiamo la sua fine. La volta scorsa non c’eravamo ancora.

Oh, ti guardano fisso, gli Scorpio Boys. Naturalmente è già un atto di magia
soltanto credere in loro. Se li vedrai sarai fortunato. Fortunato davvero.

Picchiato e creduto morto dagli Uomini di Piltdown
che cantando “noi siam noi siam gli Uomini di Piltdown, noi siam noi siam…”
procedono barcollando per le vie delle città del crepuscolo,
rompendo bottiglie e vomitando nei tombini,
qualcuno ti trova, ti tira su e ti accompagna a casa.
Magari era uno di noi. Non lo saprai mai.

Una sigaretta traccia una forma nell’aria,
qualcosa fatto di luce e fumo, così sai che è magia.
Qualcuno dice che porta fortuna: chissà cosa accadrà?
Cose ancor più strane accadono nelle città. Persino in quelle piccole.

Prendi Lux, per esempio, una città che neppure esiste.
Come tutte le città è una descrizione magica,
un modo di far accadere cose impossibili a distanza,

come un poema o un sussurro o una boccetta piena d’inchiostro:
puoi stare a guardarla, oppure intingervi la penna.
In entrambi i casi ti porterà in luoghi invisibili,
e aprirà nel tuo cuore una porta verso noi,
gentili dal naso deciso, trasandati, con macchie di china e bruciature di cenere
sui vestiti.

Quando saremo abbastanza, diverremo una città.

Lo faremo perché ci crediamo. Perché le storie devono essere raccontate.
E vengono a noi per avere un volto.

© Neil Gaiman

Riguardo l'autore materiale della traduzione, la memoria a distanza di oltre 10 anni mi ha giocato un brutto scherzo. Pensavo infatti che fosse opera di Omar Martini che invece, contattato, ha prontamente smentito con "Io? No. Dovresti averla tradotta tu... credo." In mancanza di certezze colgo quindi l'occasione di citare e ringraziare ancora tutti i traduttori del volume, oltre a me e Omar: Giuliano Cremaschi, Michele Fioraso, Paolo Livorati, Antonio Pala, Silvio Schirru, Daniele Tomasi.

See you later, alligators!

giovedì 28 agosto 2014

[SPOT 03] Fish di Bianca Bagnarelli

Nobrow è una casa editrice inglese di fumetti che in questi anni si è rapidamente imposta con una proposta innovativa, sia nei contenuti che nella forma, e un'attenzione maniacale per il design e il colore dei propri volumi. Tra i tanti autori scoperti e pubblicati da Nobrow citiamo quale esempio l'ottimo Luke Pearson, creatore dell'acclamata serie Hilda, noto anche in Italia per l'edizione Bao.

Di recente l'editore britannico ha lanciato il progetto 17x23 descritto come "una nuova linea di graphic-novel brevi ideata per aiutare giovani autori di talento a raccontare le loro storie in un formato maneggevole ed economico.
La speranza è che, unitamente all'incoraggiare gli artisti a scrivere storie auto-conclusive, 17x23 possa agire da trampolino di lancio per progetti più ambiziosi."

E sulle pagine spillate di 17x23 scopriamo Fish di Bianca Bagnarelli che, se ce ne fosse motivo, conferma la giovane autrice italiana come uno di più fulgidi talenti del fumetto contemporaneo. In precedenza avevamo "omeopaticamente" accennato ai suoi lavori qui.

In ventiquattro intensissime pagine la Bagnarelli affronta temi complessi - come l'elaborazione del lutto, la prima adolescenza, la morte, la vita che prosegue - con uno storytelling posato e controllato, sostenuto da una originale tavolozza cromatica che attrae l'occhio e opera da perfetto contrappunto alla narrazione.

Per una recensione, in Inglese, più dettagliata (ma anche a rischio spoiler) vi rimando a Forbidden Planet blog, qui.

Il sito di Bianca Bagnarelli: qui, per un maggiore approfondimento e news sull'autrice.
di Bianca Bagnarelli
24 pagine a colori, 17x23, spillato con alette, £6.50 / €9.20 / $11

mercoledì 20 agosto 2014

Frank Miller su Playboy

Qualche giorno fa è apparsa online - sul sito di Playboy - un'intervista in 20 domande a FRANK MILLER, autore che di certo non ha bisogno di alcuna presentazione.
Seguendo il consiglio datomi qualche tempo fa da un autorevole "excutive producer" di un noto sito dedicato ai comics ("You're free to translate portions of the interview, but no more than 40% of the interview is generally considered under the Fair Use Doctrine.") mi sono permesso di selezionare e tradurre cinque domande, e relative risposte, dell'interessante chiacchierata con l'autore de Il ritorno del Cavaliere Oscuro, 300 e Sin City.

L'intervista completa può essere letta qui. Buona lettura! ;)
PLAYBOY: Jessica Alba, che interpreta il ruolo della spogliarellista Nancy Callahan nei film di Sin City, recentemente ha detto: “Il sesso è sicuramente l'elemento che aiuta a vendere il film e, personalmente, mi va benissimo." Che ruolo ha il sesso in Una donna per cui uccidere?
MILLER: [Ride] È proprio una affermazione da Jessica. La storia principale è quella di un uomo la cui ossessione di una vita per una donna lo porta a fare cose orribili. È una trovata nuova per me. In genere l'impulso romantico conduceva i miei personaggi a essere più nobili. Ci sono due impulsi primari nella vita delle persone: il sesso e la violenza. È come in quella meravigliosa citazione di Hitchcock, quella in cui dice che il melodramma è come la realtà ma con tutte le parti noiose eliminate. Non è possibile raccontare una buona storia senza un conflitto e le migliori forme di conflitto sono il sesso e la violenza. Non chiedo certo scusa per le cose che faccio. È pieno di violenza e sesso anche nell'opera lirica e nella poesia epica.

PLAYBOY: Quando, a metà degli anni '80, hai iniziato a lavorare su Batman con il Cavaliere Oscuro lo hai reinventato come un vecchio e acido cinquantacinquenne, un cambiamento che tuttora influenza le sue versioni proposte da Hollywood. All'inizio pensavi che Batman fosse per te un personaggio troppo importante da gestire. Che cosa ti fece cambiare idea?
MILLER: Iniziò tutto con pensiero: "O mio dio, sto per compiere 30 anni e Batman ne ha ancora 29. Non è tollerabile. Lui deve essere più vecchio di me."
Per cui iniziai a pensare di renderlo vecchio tanto quanto la sua leggenda e l'idea del suo ritorno dopo un periodo di ritiro dalle scene è venuta di conseguenza. 

PLAYBOY: Hai descritto Sacro Terrore come un opera di “propaganda” secondo la tradizione di Thomas Paine e avevi predetto che avrebbe "offeso praticamente chiunque." Offendere la gente è mai stato uno degli obiettivi della tua carriera?
MILLER: Ci sono stati dei periodi in cui volevo dedicare la mia carriera a ferire oppure offendere la gente e altre volte in cui volevo essere d'ispirazione oppure raccontare una storia o disegnare uno specifico modello di automobile. Ricordo che quando sono arrivato alla Marvel e alla DC volevo dare uno scossone ai loro universi perché erano rimasti identici per così tanto tempo. Volevo essere un elefante in un negozio di cristalleria. E, ad un certo punto, durante gli anni '70, uscì Contratto con Dio di Will Eisner che mostrò come i fumetti potessero andare in libreria e avere la stessa vita di un libro e non svanire dopo una settimana dall'uscita.

PLAYBOY:  Il "marchio" d'essere un autore di fumetti è svanito?
MILLER: Spero di no. Spero che non lo perderemo mai. Mi è sempre piaciuto essere uno dei "ragazzi terribili". La gente preferisce parlare di fumetti usando la parola "graphic novel" oppure "storytelling sequenziale", un sacco di parole senza senso. "Graphic novel" sembra come se le cose che facciamo siano pornografia. Mi piace il termine "comic book" perché suona come qualcosa che puoi arrotolare e infilare nella tasca posteriore dei pantaloni. Mi piace la loro ingenuità. 
Uno dei motivi per cui apprezzo i film della Marvel è che sono divertenti. Molti dei film sui supereroi sono tronfi. Ad un certo punto, vedendo il film di Superman, tutto quello che potevo fare era una sua caricatura che diceva: "Salve, io posso volare e tu no." Al contrario Capitan America, Hulk e Iron Man sono uno squinternato gruppo di ragazzi, esattamente come i lettori. 
PLAYBOY: Molti lettori del Cavaliere Oscuro pensano che tu ami Batman e odi Superman. C'è qualcosa di vero?
MILLER: La serie del Cavaliere Oscuro è raccontata dal punto di vista di Batman. Ma se leggi il Dark Knight 2, ci troverai un Superman che è molto più calmo di quello della prima storia. Batman e Superman sono completamente opposti. Io amo Superman. Ma amo di più Batman? Non sono persone. Sono soltanto linee su un foglio di carta.

L'intervista completa può essere letta qui.

Le interviste precedenti:

sabato 16 agosto 2014

recensioni in 4 parole [20]

Supremi enigmi per Diana.
Here
Tutto in una stanza.
Il Principe di Persia
Persi nell'orrore vittoriano.
Oyster War
Pirati e l'Avventura!
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Abbiamo detto 4 parole su:
Supreme: Blue Rose N.1 (in Inglese)
di Warren Ellis (testi) e Tula Lotay (disegni)
Editore: Image Comics
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $2.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)
e QUI (intervista a W. Ellis, in Inglese)

Here (in Inglese)
di Richard McGuire
Disponibile online: qui.
Pubblicazione originale: Raw, Vol. 2, N. 1, 1989; 6 pagine, bianco e nero
Nuova edizione: Dicembre 2014, Pantheon Books (edizione espansa e a colori)
Per qualche parola in più: QUI e QUI (in Italiano) 
 
Il Principe di Persia
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Nicola Mari
Copertina: Aldo Di Gennaro
Editore: Sergio Bonelli Editore; Collana: Le Storie N.23
Formato: brossurato, 114 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,80
Anno di pubblicazione: 2013
Per qualche parola in più: QUI.


Oyster War (in Inglese)
di Ben Towle
Editore: webcomic
Inizio pubblicazione: 2010 
Per qualche parola in più: QUI.

giovedì 7 agosto 2014

opinioni sul fare fumetti... [7]

Illustrazione di Alex Toth.
Partiamo con questo casuale elenco agostano di "voci" dal Mondo del Fumetto, con un grande Maestro dei comics, dell'illustrazione e dell'animazione, un autore che ha lasciato un segno indelebile, non a caso spesso indicato dagli stessi autori e fumettisti come un riferimento e una guida ("artists' artist"): Alex Toth.
Sopra potete ammirare un suo mirabile Zorro (personaggio a cui Toth lavorò in una famosa sequenza di storie) con una preziosa annotazione che, perdendo un po' di forza rispetto alla versione originale, può essere resa in Italiano come segue: "Riduci tutto all'essenziale e tira fuori il massimo da quello che resta.
Un buon consiglio, che dite?
Copertina di Amazing Spiderman personalizzata da Frank Cho durante l'SDCC 2014.
Restando negli Usa, qualche giorno fa si è conclusa l'annuale edizione del San Diego Comic-Con  durante la quale sono stati assegnati i prestigiosi premi Eisner (vi rimando su Fumettologica per i dettagli sui vincitori: qui).
Il buon Frank Cho, acclamato autore attualmente in forza alla Marvel ma noto anche per la sua strip Liberty Meadows in un post datato 30 Luglio, con schiettezza e vis polemica, scriveva:
"Qualcuno mi ha chiesto se avessi intenzione di partecipare alla cerimonia degli Eisner. Mi sono messo a ridere. Gli Eisner sono una barzelletta e, al giorno d'oggi, del tutto irrilevanti. Quando un premio, per la maggior parte, snobba volontariamente le due principali case editrici, Marvel e DC, durante gli ultimi 15 e passa anni, è divertente e triste allo stesso tempo. È come se gli Oscar snobbassero volontariamente tutti i film prodotti dalle major per focalizzarsi e premiare solamente indecifrabili film d'autore o produzioni amatoriali. Il comitato che assegna gli Eisner è un fallimento e necessita d'essere completamente rivisto." [l'intero post può essere letto qui]

L'annosa questione dei premi di settore che, come sempre, non accontentano mai... nessuno!
Illustrazione di Sergio Toppi.
Ma alziamo il livello. Per fare questo, riporto un passaggio da un'intervista, datata 2006, all'immenso Sergio Toppi, in cui mi sono imbattuto girovagando nella Rete.
"Ci sono sempre dei margini e dei risultati che si vorrebbe superare; cercare di farlo comporta una forte dose di severità. Magari poi non si riesce comunque a ottenere quello che si vuole, però quello che importa - almeno per me - è che ci sia una certa tendenza all'autocritica. Che non diventi distruttiva, ovviamente! [...] Prima ancora del pubblico la persona del cui consenso ci preoccupiamo di più siamo noi stessi. Si sta male all'idea di aver fatto qualcosa che non convince per cui quando si butta via un lavoro che, per qualunque motivo, non funziona, misto al dispiacere per il lavoro sprecato c'è anche un senso di sollievo. Personalmente penso che vada fatto.

Buttare via ciò che non funziona?
Sì, sì. Senza pietà. Anche se è uno dei compiti più spiacevoli di questo lavoro.
"
[l'intera intervista può essere letta qui]

Ah... i grandi Maestri, immortali. (Anche se Toppi non voleva che lo si chiamasse Maestro.)
La birra King Kirby!
E chiudiamo ricordando un altro Grande: Jack Kirby.
In occasione della ricorrenza del suo compleanno, il 28 Agosto prossimo, è stata creata una birra a lui dedicata: i proventi verranno devoluti alla Hero Initiative, "istituzione" che fornisce assistenza economica ad autori in difficoltà. 

E visto il caldo, leviamo tutti insieme il bicchiere al cielo e... lunga vita al Re!
[Per maggiori informazioni sull'iniziativa: qui e qui, in Inglese]